Concerto di Elio e le storie tese, CarroPonte

Un concerto inaspettato, un invito ricevuto due giorni prima e mi dite come si fa a rifiutare l’ultimo concerto milanese di Elio e le storie tese? Insomma, non si rifiuta!

Partenza da Assago forum alle 19, giustamente, sono rimasto lì dal concerto dei Nickelback. Arrivo alle 20.40 al CarroPonte mostratosi in tutta la sua bellezza, con un sole rosso che gli faceva da sfondo. Pisciatina di routine post-fila di ingresso, 12 polpette da ingurgitare dimenticando le buone maniere che ti ha insegnato la mamma da piccolino, una birra per rinfrescare la tua giornata post-lavorativa e pre-serata e si entra con Elio che aveva già cantato “Servi della gleba” mentre altri disperati facevano la fila con me per le polpette e cantavano con sguardo romantico rivolto verso il palco. Elio si apprestava a tirare fuori pezzi che non aveva mai suonato prima di sei mesi fa come “Cateto”, “La follia della donna”.

Emozioni miste e cori da stadio quando si intonano canzoni come “Fossi figo” e “Essere donna oggi”.

Siamo stati un po’ sfortunati nel piazzarci dietro ai cameraman e al service ma, nel punto giusto, per poter gustare di un notevole Mangoni che si esibisce al palo nel medley “Pipppero/La visione/Vacanza alternativa/Urna/Discomusic/Born to be Abramo” e vedere la sua pancia espansiva urtare contro il palo. Beh… le donne, ma anche gli uomini, hanno avuto reazioni sub-ombelicali.

T.V.U.M.D.B potrebbe essere una canzone da coppia in tutti i sensi!

Dopo 3/4 di concerto, con Elio che rimarca le sue origini fiere milanesi, decide di far emozionare ogni milanese presente al concerto chiamando sul palco Il Puma di Lambrate Fabio Treves ed Eugenio Finardi  ricordandolo come un amico, un maestro, ma soprattutto un milanese! […] dando vita a momenti di spettacolo come “prenotare la sala prove a Treves” esibendosi con Il ritmo della sala prove, ma anche di musica con personali rivisitazioni che hanno visto Elio cimentarsi anche con il flauto traverso mentre con il Maestro Finardi sono state eseguite “A piazza San Giovanni, Extraterrestre e Musica ribelle”.

Si prosegue avviandosi verso il finale e il botto lo si fa con la triade per eccellenza, secondo il mio punto di vista: la prima, “Parco Sempione” dove si intona con tutta la rabbia in corpo “AVETE DISTRUTTO IL BOSCO DI GOIA, MALEDETTISSIMI FIGLI DI TROIA” per poi vedere Elio esultare urlando “E ALLA FINE VE L’AVEVAMO DETTA GIUSTA NOI PERCHE’ FORMIGONI LO HANNO CONDANNATO”; la seconda, “La terra dei caghi”, non servono commenti, è dal ’96 che ci si dibatte su questa canzone e, infine, “Supergiovane” ammirando in tutta la sua bellezza Mangoni che ricorda a tutti “MANGONI CAMPOVOLO 2021” ma non si capisce se sarà “un giorno, un’ora, un mese, un anno al Campovolo e fare cosa poi?!?”

Come si chiude un concerto di EELST? Ovviamente con un “FORZA PANINO” salutando il mai dimenticato FEIEZ.

Osservazioni tecniche? Ma va, gli ELII si ascoltano e si amano.
Location? Per me il CarroPonte è stata una novità ma a livello acustico non mi ha soddisfatto.
Meteo? Fantastico per l’evento.

Il report è finito ragazzi. Se vi va, passate sul nostro canale Instagram INSTAGRAM così potrete vedere un po’ di materiale video.
Grazie per l’attenzione, vostro Walan

G.A. T.V.U.M.D.B

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